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TERREMOTO NELL’INFORMAZIONE DI LA7: 5 GIORNI DI SCIOPERO DEI GIORNALISTI, DURO ATTACCO A CAIRO

Enrico-Mentana-TG-La7Da Giornalettismo – L’assemblea dei giornalisti dell’emittente televisiva “La7” ha affidato ieri al comitato di redazione «cinque giornate di sciopero», attaccando la proprietà di non applicare in modo corretto il contratto giornalistico di lavoro, attraverso il pretesto del risanamento. Tutto mentre i «manager di Cairo Communications e di La7 si spartiscono bonus milionari», ha denunciato l’assemblea dei cronisti in una nota. I giornalisti hanno chiesto anche un confronto «serio» sulle prospettive future dell’emittente, con «la presentazione urgente di un piano industriale ed editoriale».

LA7: GIORNALISTI IN SCIOPERO – L’assemblea dei giornalisti ha spiegato anche di condividere «le motivazioni dei lavoratori dell’emittente che saranno in sciopero per tutta la giornata (di oggi, 9 maggio, ndr) per il rispetto degli accordi aziendali dell’applicazione del corretto trattamento retributivo anche ai contratti a tempo determinato e ai neo assunti». Secondo quanto ha denunciato l’assemblea dei giornalisti nella nota, «da mesi la proprietà ha messo in atto un vero e proprio disinvestimento nei settori produttivi vitali dell’azienda», attraverso una «cieca revisione lineare dei costi imposta a strutture interne e fornitori esterni» . Per i cronisti de “La7″, «non si rispettano nemmeno gli accordi sottoscritti con i dipendenti». Tanto da chiedere all’editore di «smentire non a parole, ma concretamente, la realtà dei fatti» denunciata.

I SINDACATI – Anche i sindacati dei dipendenti non giornalisti avevano denunciato «l’atteggiamento di chiusura» della dirigenza di La7, definita «sorda a ogni ipotesi di ripresa del dialogo». Oltre che i tagli portati avanti dall’editore Urbano Cairo. Per questo era stato confermato lo sciopero di oggi del resto dei lavoratori dell’emittente, da parte di Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil Roma e Lazio, unitamente alla Rsu di La7. «Abbiamo notizia di spostamenti di personale e anticipi nella registrazione di diverse trasmissioni di venerdì prossimo (Otto e mezzo, Bersaglio Mobile…), il tutto accompagnato da continui e improvvisi stravolgimenti nei palinsesti. Tutto questo dimostra da un lato come l’azienda non voglia far nulla per evitare lo sciopero, dall’altro come allo stesso tempo ne tema gli effetti per via della massiccia adesione programmata», avevano spiegato i rappresentanti sindacali. Tra le richieste trovano spazio la difesa della contrattazione aziendale, l’estensione degli stessi diritti e tutele anche ai precari e ai neo assunti, così come la definizione di un premio di produzione che riconosca la qualità.