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#TVOI, UNA SCOMMESSA VINTA

A cura di FurorTvThe Voice of Italy, giunto al giro di boa – ieri è andata in onda la quarta di otto puntate, confermando un’ottima tenuta di ascolti – rappresenta una scommessa vinta per tutti, programma compreso.

Se finora, infatti, la versione italiana del talent annaspava (al punto da paventarsene la chiusura), a dispetto di un format di successo praticamente ovunque, l’edizione 2019 – la sesta! – funziona, complici aggiustamenti intelligenti che spezzano la routine delle audizioni (duetti giudici-concorrenti, coffee break, commenti a bordo campo in solitaria e gite fuori porta della Ventura) ed un montaggio che, senza indugiare, dona ritmo non rinunciando allo stile e al divertimento.

Sì perché quest’anno The Voice non annoia, anzi si candida a fenomeno di fine stagione, come dalla stessa Simona auspicato. Gli ascolti sono molto buoni (ottimi per Raidue), sempre superiori ad Italia 1, nonché talvolta alle stesse reti principali, e soprattutto costanti. Inoltre, l’obiettivo di attirare pubblico giovane – ieri primo programma nel target giovanissimi – è stato pienamente raggiunto, merito di una giuria molto ben amalgamata.

Se Morgan, bannato dall’etere televisivo, ritorna sulla tv pubblica come se nulla fosse successo (lo scandalo-droga a Sanremo, l’uscita polemica da Amici e i recenti gossip non ne hanno scalfito l’immagine), Gigi D’Alessio, entrato in corsa, è capace e sorprendentemente simpatico, una rivelazione al pari di Elettra Lamborghini, che spiazza per simpatia e umiltà, rendendosi credibile (lungimirante la scelta di smarcarsi dai reality e dai salotti dursiani).

Dal canto suo, Gue Pequeno, da tempo all’ombra di colleghi rap più esposti, presenta un’identità ben precisa all’interno della giuria, per stile musicale e condotta (è il più restio dei quattro a girarsi). Scommessa vinta per Carlo Freccero, che regala a raidue un format forte da riproporre nella prossima stagione e, finalmente, richiama a casa la Ventura, dimostrando ancora una volta di possedere fiuto.

Perché se Simona non ha bisogno di presentazioni, è vero che nessuno più aveva avuto il coraggio di puntare sulla sua bravura, De Filippi a parte. E’ un nome forte che dà lustro al programma, aggiunge quel che può alla conduzione e tanto a livello autorale, garantendosi attenzioni per qualcosa di più sostanzioso nell’avvenire.

Insomma, con The Voice 2019 hanno vinto tutti e, stando ai cantanti già selezionati (tra cui Miriam Ajaba, già di tendenza sul web), potrebbe essere la volta buona che anche chi si aggiudicherà il primo posto possa emergere.

4 Risposte

  1. Prisco ha detto:

    Il problema di The Voice è il format….
    Potrebbero metterci anche Giorgia, Jovanotti, Morandi e Pausini in giuria…..ma sarebbe lo stesso noioso….
    Non c’è fidelizzazione…
    Non c’è un daytime…..i concorrenti passano in secondo piano…..questo è lo show dei coach….
    Manco la conduzione serve più di tanto (o almeno nelle blind io la trovo inutile)

  2. Dario Palumbo ha detto:

    Quale futuro per la Ventura?

  3. Liukss ha detto:

    Felice per Simona!! Per il resto il format non mi piaceva e non mi piace!! The voice l’ho sempre trovato inutile visto anche che non ha sfornato nessun big, apparte qualche guizzo con Suor Cristina.. ma in questo caso ad attirare era proprio il suo essere suora..oltre che una brava cantante

  4. Lorenzo ha detto:

    Quest’anno sto apprezzando molto il rapporto che si è instaurato tra i giudici, anche i momenti musicali tra giudici e concorrenti…anche se piccole le modifiche si fanno sentire eccome