UN PROFESSORE, GASSMANN: A MIO FIGLIO IL CELLULARE A 15 ANNI, LA SEVERITÀ È SERVITA

Alessandro Gassmann smette i panni di Lojacono e indossa quelli di Balestra. Dall’ispettore de “I Bastardi di Pizzofalcone” diventa docente di filosofia in “Un Professore“, la nuova serie di Rai1 al via questa sera per la regia di Alessandro D’Alatri. In un’intervista rilasciata a Oggi non presenta solo la nuova sfida professionale ma, come spesso fa, offre il suo punto di vista ragionato e intelligente sulla società.

Ha cambiato sette scuole, si è definito senza problemi “una capra” negli anni dietro i banchi, tante assenze, litigioso, sospeso, rimandato, bocciato. Finché i genitori lo hanno iscritto in un istituto internazionale dove non c’era l’obbligo di frequenza e lì ha preso “uno di quei diplomi un po’ farlocchi“, ammette con sincerità. Poi quando ha iniziato a lavorare “mi sono messo a studiare, leggere, informarmi“.

Oggi è uno degli attori più amati della tv e del cinema, figlio del grande Vittorio Gassmann. “Nel buio della stanza chiamava Alessandrooo e io già temevo“. Ma che padre è Alessandro? Leo, il cantautore che fra poco compirà 23 anni, ha ricevuto un’educazione rigida e conosciuto un prof come Balestra. “Lui sì, ha incontrato un prof di filosofia che gli ha cambiato la vita. Da bravo è diventato bravissimo“.

“Penso che molti problemi della nostra società dipendano dal fatto che i genitori hanno smesso di fare il loro mestiere. C’è troppa libertà, troppa digitalizzazione della vita. Auspico leggi che proteggano i ragazzi da questo. Mio figlio ha avuto il cellulare a 15 anni, la prima Vespa a 16. Rispetto agli altri era un diverso, ma i risultati che sta ottenendo mi hanno capire che la mia severità è servita“, conclude.