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UNA NUOVA RAI, LIBERA DALLA POLITICA E MODERNA. IDEE PER UNA TV PUBBLICA LANCIATA NEL FUTURO

L’ennesima discussione ormai annuale (quando va bene) in merito alle nuove nomine Rai, pone un assist a discutere ancora una volta di una rivoluzione necessaria. La tv pubblica del bel paese necessita di un cambiamento vitale e profondo, sul modello della BBC va liberata dalla politica e dalla sua sete di potere, e di conseguenza da gente impreparata e messa nel posto sbagliato. La Rai e gli italiani meritano professionisti del settore, non politicizzati o appoggiati dal potente di turno, meritano l’eccellenza per far si che la più grande azienda culturale del paese operi in maniera indipendente e corretta.

La politica blocca quasi tutti i processi evolutivi della Rai, che ingessata in un’enorme matassa di interessi e giochi di potere fatica a trovare una strada chiara e accumula debiti. Per quanto ancora tutto questo può andare avanti non è dato sapere, ma prima che sia troppo tardi è il caso forse di svegliarsi. In questo articolo senza troppe pretese, esprimo la mia personale opinione atta a lanciare la Rai nel futuro. Le mie idee partono tutte da un requisito fondamentale, la semplificazione, più semplice è l’apparato centrale più facile sarà far funzionare tutto, meno teste ci sono a decidere più veloce sarà intraprendere una linea di sviluppo e via dicendo.

Via l’influenza politica dalla Rai

La Rai è la tv pubblica e ovviamente la politica ci mette mani e piedi a più non posso, ingolfando tutto e facendo danni evidenti. C’è chi sostiene che essendo pubblica è impossibile liberarla dalla politica, rispondo che la BBC dimostra l’esatto contrario, la tv di stato rappresenta oggi la più grande industria culturale del paese, ergo è di tutti gli italiani e la politica non può continuare a usarla a proprio piacimento. Io propongo un nuovo coniglio ristretto a 7 elementi, 3 politici, (1 consigliere sarà espresso dalla maggioranza, 1 dal maggior partito del paese, 1 dal maggior partito dell’opposizione) in quanto azienda pubblica essi serviranno ad assicurare lo svolgimento di servizio pubblico, ma non avranno gli attuali poteri decisionali nè tantomeno potere di veto. Gli altri 4 dovranno essere personalità del settore indipendenti dalla politica, l’unico ad vere potere di veto sarà il presidente dell’azienda. La politica non potrà più scegliere presidente e AD dell’azienda, e non entrerà più in decisioni quali direttori dei telegiornali etc, il suo ruolo tramite i 3 consiglieri espressi sarà esclusivamente quello di “guardiana” del rispetto del ruolo di servizio pubblico.

Presidente e AD

Il presidente dell’azienda o direttore generale avrà un ruolo centrale riguardante tutto ciò che riguarda nomine, coordinazione palinsesti e ovviamente sfruttamento delle risorse, in questo e in tutta la pratica amministrativa verrà supportato dall’amministratore delegato che avrà un ruolo esclusivamente tecnico.

Canone e pubblicità

La Rai diverrebbe un ibrido tra tv pubblica e privata e per questo sarebbero necessarie regole nuove e chiare, il canone finanzierà quasi esclusivamente tutto quello che è effettivamente servizio pubblico, quindi programmi culturali, di divulgazione, talk show, fiction, film, giornalismo, e in parte l’intrattenimento. Ogni rete avrà una percentuale di canone da sfruttare in base alla sua mission:

  • Rai1 – In quanto rete ammiraglia, per i suoi show e tutti i programmi fuori dal contesto di servizio pubblico potrà sfruttare sui costi di essi un contributo del canone non superiore al 30% del totale, tutto il resto dovrà essere ripagato dalla raccolta pubblicitaria.
  • Rai2 –  Che si trasformerà nella rete meno pubblica delle tre generalista, per tutto ciò che si distanzia dal concetto di servizio pubblico, potrà sfruttare sui costi totali un contributo del canone pari al  il 15%
  • Rai3 – Perderà la pubblicità durante il giorno, essa sarà presente esclusivamente nelle fasce di preserale, access e primetime, anche per questa ragione per tutto ciò che si distanzia dal concetto di servizio pubblico, potrà sfruttare sui costi totali un contributo del canone pari al 70%
  • Rai4, Rai5 (rifondata in rete giovane rivolta ad un pubblico femminile rispetto a Rai4 che opta su quello giovane maschile), RaiPremium e RaiMovie – potranno sfruttare un contributo del canone ai costi pari al 10%
  • Rai YoYo, Rai Gulp, Rai World e Rai Sport – potranno contare su un contributo del canone sui costi pari al 50%
  • RaiDoc e RaiNews – potranno contare in un contributo del canone sui costi pari al 100%
  • Rai Play – potrà contare in un contributo del canone sui costi pari al 65%

Nuova ristrutturazione delle reti

Le tre generaliste avranno identità editoriali sempre più precise e differenziate, Rai1, rafforzerà il suo ruolo di grande rete per tutta la famiglia e tutte le età, Rai2 completerà il processo di rete rivolta principalmente ad un pubblico giovane, target di riferimento 20/40 anni, Rai3 continuerà la sua mission di generalista dall’anima pubblica, ricca di divulgazione, informazione, approfondimento e intrattenimento di qualità e sperimentale come oggi. Le digitaline verranno in parte ristrutturate per garantirne una chiara e sempre più riconoscibile identità editoriale.

  • Rai4 – Rimane la rete giovane rivolgendosi sempre più ad un target prevalentemente maschile
  • Rai5 – Si trasforma nella rete giovane principalmente rivolta ad un pubblico femminile
  • Rai Premium – rimane com’è
  • Rai Movie – rimane com’è
  • Rai Doc – la vecchie Rai5 e RaiStoria, fuse assieme per dare finalmente alla tv pubblica una rete dall’anima divulgativa, sia scientifica, naturale che storica. Che beneficerà rispetto ad ora di molti più progetti originali.
  • Rai World – Nuovo canale in cui trasmettere le migliori produzioni Rai, dalle fiction, agli show, passando per documentari, reportage e giornalismo in lingua inglese o sottotitolati in inglese. Per l’occasione beneficerà di 2 edizioni giornaliere di RaiNews alle 12.00 e alle 19.30, confezionate esclusivamente in lingua inglese.
  • Rai YoYo – rimane com’è
  • Rai Gulp – rimane com’è
  • Rai News – Godrà del rafforzamento grazie alla riforma del reparto news dell’azienda
  • Rai Sport – rimane com’è

Nuova struttura del reparto news

Nel 2020 è abbastanza senza senso avere ben 6 testate giornalistiche all’interno della stessa azienda, con 6 redazioni da gestire e mantenere, oltre che ad uno spreco di denaro. Ragion per cui la nuova Rai dovrà dire addio al Tg2 e al Tg3, rafforzando in maniera decisa e netta RaiNews facendola diventare una vera forte rete all news (gli spazi dei tg di Rai2 e Rai3 verranno gestiti da edizioni dedicate di RaiNews). Rimarrebbe ovviamente il TG1 in quanto telegiornale più antico e seguito d’Italia, il TGR in onda come sempre su Rai3, e il Giornale Radio.

Internet e lo streaming

Così come sta già avvenendo, la Rai dovrà porre sempre più attenzione e risorse al web e allo streaming in particolare, rafforzando costantemente Rai Play con produzioni esclusive, a questi bisognerà rifondare e rilanciare il sito di RaiNews in quanto non è onorevole che il sito d’informazione della tv pubblica sia retrogado, e poco letto. RaiNews quindi verrebbe rafforzato, e sfrutterebbe la sinergia sia con Rai Play confezionando produzioni esclusive, reportage e inchieste reperibili solo sul web, ma anche una maggiore collaborazione con Rai Sport.

Struttura aziendale

Nella mia visione come detto prima bisogna snellire e rendere tutto più gestibile e chiaro, la Rai quindi in quanto grande azienda culturale dovrà essere gestita a settori indipendenti ma in completa sinergia fra essi:

  • Rai Tv
  • Rai Web
  • Rai News
  • Rai Sport
  • Rai Daytime
  • Rai Show
  • Radio Rai
  • Rai Fiction
  • Rai Cutura (Documentari, divulgazione)
  • Rai Cinema / 01 distribution
  • Rai Editore (libri, editoria)

Ogni settore dell’azienda avrà un direttore responsabile, il direttore generale coordinerà il tutto. I direttori di rete  avranno il ruolo di stilare e gestire i palinsesti, il direttore responsabile di Rai Fiction ha diritto di veto se ritiene la programmazione di un suo prodotto non favorevole a esso. Rai Daytime si occuperà delle risorse e dello sviluppo dei programmi dedicati alla fascia daytime compreso il preserale, Rai show si occuperà di gestire le risorse e di sviluppare i programmi della fascia pregiata del primetime e della seconda serata.

4 Risposte

  1. Enzo ha detto:

    Ciao a tutti. Ho letto questo articolo. Ci sono alcune cose positive, altre cose che non mi piacciono. Condivido il fatto che non si possono avere tante testate giornaliste, tanti invitati per un unico evento, penso che si dovrebbe andare nella direzione del Giornale Radio Rai unificato oppure la struttura News Mediaset che gestisce tutte le testate compresa tgcom24.
    Mi dispiace per l’unificazione di rai storia e rai 5, quindi, sembra di capire, che rai scuola sarà presente solo sul web. Non ha senso poi fare rai 5 per il pubblico femminile

  2. Bubino ha detto:

    AHAHAHAHA che simpatico disastro!

  3. LordMassi ha detto:

    Grazie GP diciamo che questo articolo pare abbia vita propria e lo staff mi ha capito! Malgioglio cadrà pure dalle poltrone io riesco a fare di peggio pubblicando articoli inconsapevolmente hahahah

  4. GP9⚽⚽⚽⚽🏁🏁🏁🏁 ha detto:

    Ottimo Articolo del mio Amico LORD MASSI