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“UNO TSUNAMI EMOTIVO E PROFESSIONALE”: LUCA ZANFORLIN CELEBRA I 20 ANNI DI AMICI (ESCLUSIVA)

ESCLUSIVA – 20 anni di Amici di Maria De Filippi e 20 anni di successi, sogni, canzoni, coreografie. Un nome che ha contribuito a scrivere una delle più gloriose pagine di Canale 5 e dei talent in Italia è senza dubbio Luca Zanforlin. Per questo importante traguardo, BubinoBlog ha raggiunto il noto autore televisivo. Ecco l’intervista che Zanforlin ha rilasciato al nostro Luca Germanò.

Bentornato su BubinoBlog! Sabato ha preso il via la ventesima edizione di Amici, programma che tu hai scritto e anche condotto nel daytime. Ci puoi raccontare come iniziò questa avventura?

Facevo già l’autore da una decina di anni a Mediaset: Ore 12, Perdonami, Target, Matricole, Meteore, Il Brutto Anatroccolo, Bigodini, etc. Maria e Sabina (Gregoretti, ndr) mi hanno chiamato e ho preso subito al volo quell’occasione per me di crescita assoluta.

Il mio arrivo ad Amici nel 2002 è stato uno tsunami in tutti i sensi. Emotivo e professionale. Emotivo perché ascoltare, raccontare e supportare i sogni altrui è sicuramente un bel lavoro ma al contempo ingombrante e sfido chiunque a non rimanerne coinvolti. Professionale perché Amici ha un linguaggio diverso da tutti gli altri programmi fatti prima di allora.

Fare Amici non è semplice. Occorre dedizione, onestà ma soprattutto mettere da parte il proprio ego. I protagonisti assoluti sono i ragazzi e prima della scrittura ci deve essere la capacità di saperli ascoltare per poi semmai provare a raccontarli.

Tutto deve partire da loro, per un rispetto della loro verità e del pubblico che deve seguirli, per e poi sceglierli. E credo che questo primo speciale del sabato lo abbia dimostrato: gli Ex presenti oggi non erano solo artisti, ma persone che hanno raccontato la loro esigenza e il loro sogno attraverso il programma e proprio per questo sono stati premiati dal pubblico. E’ stato il miglior augurio per i nuovi concorrenti/persone.

Negli anni hai avuto modo di interfacciarti con diverse generazioni di ragazzi. Com’è cambiato il modo di affrontare il percorso didattico dagli inizi fino a quando hai curato il programma?

Non credo che siano molto cambiati. I bisogni e i sogni sono sempre gli stessi. Sono cambiati i tempi, i linguaggi, la cultura. Nelle prime edizioni, parliamo di venti anni fa, non c’erano i social, non c’era l’offerta del web e tv che c’è ora. Chi veniva ad Amici era un talento coraggioso di cogliere un’occasione per scappare da una vita stretta…avevano solo meno strumenti perché non c’erano.

Chi viene ora, ha avuto sicuramente più strumenti per raccontare la propria esigenza, ed è quindi più facile capirne l’identità perché più formati. Ma i sogni e le esigenze sono gli stessi. E’ cambiato il modo di raccontarli. Tanto poi alla fine quello che rimane è la verità.

Amici ha subito molteplici cambiamenti, uno fra tanti l’eliminazione di una categoria ovvero la recitazione. Come mai fu presa questa decisione? Proprio nello speciale andato in onda sabato Alessandra Amoroso, parlando con Maria De Filippi, ha menzionato i musical e la padrona di casa ha dichiarato che alla nuova prof di ballo, Lorella Cuccarini, piacerebbe reintrodurli. Pensi che possa essere un valore aggiunto il ritorno di questa categoria o almeno far realizzare dei momenti di musical ai ragazzi?

La recitazione è stata una nostra incapacità. Non siamo riusciti a trovare una chiave per esaltarla come il ballo e il canto. Credo che dipenda dal fatto che, a differenza del ballo e del canto, sia più difficile da tradurre televisivamente. Sui musical, credo che qualsiasi forma di espressione artistica arricchisca il bagaglio del concorrente.

Com’era strutturata la tua giornata lavorativa quando il programma andava in onda?

Amici è bello tosto perché gli autori devono essere sempre presenti visto che i ragazzi lo sono. Occorre essere sempre connessi per poi capire come raccontarli al pubblico. Quindi si lavora tanto, quando fai Amici, fai Amici e la sera vai a casa a dormire.

A ridosso dei vent’anni, molti dei quali curati da te, quali sono i ragazzi di cui vai più orgoglioso e perché?

Sono orgoglioso di tutti…e non lo dico per leccare il culo ma perché lo penso veramente. Alla loro età, aver fatto un’esperienza cosi formativa, a prescindere da dove gli abbia portati poi, è stato comunque importante. Poi ci sono quelli a cui sono rimasto più legato affettivamente che sento spesso. Non faccio nomi per non fare differenze.

È il secondo anno che non segui Amici. Cosa si prova a guardare da casa un programma che per te è come un figlio?

Si pensa bene proprio perché lo hai sentito come figlio e quindi non puoi che volergli bene. Certo sul divano di casa, con i gatti intorno, è tutto più comodo e rilassante. Quest’ultima edizione, mentre lo guardavo, ho provato una grande stima e ammirazione per Maria e il suo team per aver portato comunque a termine il percorso dei ragazzi e del loro sogno.

Quest’anno tra le novità troviamo due new entry: per il canto Arisa e per il ballo Lorella Cuccarini. Cosa ne pensi di queste nuove scelte?

Due assolute professioniste. Lorella secondo me è sempre stato l’esempio di assoluta professionalità e dedizione al lavoro. Ad Arisa voglio bene, ha una bella personalità complessa e interessante, tipica degli artisti. Sarà formativo per i ragazzi arricchirsi anche da queste due nuove figure artistiche.

Molti nel web anche se tu non mi crederai, richiedono il tuo rientro ad amici, potrà mai accadere o il tuo percorso ad amici lo definisci chiuso ?

Mi fa molto piacere, anche se credo che siano i nostalgici, quelli cresciuti in quel periodo con Amici e quindi mi associano e mi inglobano in un loro ricordo. Non chiudo mai le porte di una casa dove ho vissuto bene.

Per ora sto scrivendo un romanzo, divertente che parla di quello che viene definito diverso. Credo, che oggi più che mai, abbiamo un dovere: tutelare e proteggere il diritto di libertà, non tanto per noi ma per le generazioni future.