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USA WATCH: I TELEFILM PIÙ PROMETTENTI IN PARTENZA SULLE TV GENERALISTE AMERICANE… CHE POTREBBERO FAR BENE IN ITALIA

Come fatto lo scorso anno con “The Good Doctor” (qui e qui), torniamo a proporre il laboratorio d’osservazione delle serie americane in partenza sulle Tv generaliste d’oltreoceano per scoprire quali prodotti potrebbero essere riproposti con successo sui nostri principali canali televisivi. In fondo, ci avevamo visto giusto sulle potenzialità del dottore interpretato da Freddie Highmore, ben prima della messa in onda americana, e il serial ABC ha saputo dimostrare che anche su Rai 1 si possono proporre telefilm adatti al grande pubblico. Al contrario, dopo i nostri post, Canale 5 aveva preferito puntare sulla stagionata “Shades of blue” che si è rivelata un fiasco e da allora l’ammiraglia Mediaset ha preferito buttare l’occhio su prodotti europei, senza alcun successo.

Nessuno ha la sfera di cristallo, nessuno può prevedere quali saranno gli ascolti in patria e nessuno ha ancora visto il girato completo, ma questi che vi proponiamo di seguito sono i prodotti autunnali che potrebbero avere successo anche in Italia, e ve ne illustriamo i motivi. Teniamo inoltre a ribadire l’importanza dell’elemento freschezza – oggi è quanto più mai necessaria una semi-contemporanea della messa in onda per non disperdere il pubblico – e anche del marketing… se una serie non è ben promossa, si parte già male.

MANIFEST (Licenziatario: NBC Universal, in onda dal 24/09/2018)

Trama Quando il volo 828 della Montego Air atterra dopo un viaggio turbolento, i 191 passeggeri e il suo equipaggio apprendono che mentre sono passate solo poche ore per loro, il resto del mondo li ha considerati dispersi – e presunti morti – per oltre cinque anni e mezzo. Mentre i passeggeri cercano di reintegrarsi nella vita reale, alcuni di loro sperimentano strani fenomeni, portandoli a credere che potrebbero essere destinati a qualcosa di più grande di quanto abbiano mai pensato fosse possibile.

Perché sì? La storia fa leva sul fattore speranza e potrebbe attingere a quel tipo di pubblico appassionato di misteri. “Invasion” fece la fortuna di un’estate di Canale 5 molti anni fa, e lo sfondo delle vicende sembra in fondo ricalcare quelle. Il tema dei “viaggi nel tempo”  inoltre rappresenterebbe una novità nel campo della tv italiana. Tra i produttori c’è un nome di peso come Robert Zemeckis.

Perché no? Se le premesse sono buone e riguardano il nucleo dei sentimenti umani, la deriva del telefilm potrebbe prendere una piega fin troppo paranormale o soprannaturale per i gusti del pubblico, soprattutto quando il mistero dietro il volo non sembra destinato ad essere svelato nell’immediato. Il modello “Lost”, inoltre, in Italia non ha mai funzionato davvero, sebbene si voglia far credere il contrario. Titolo da cambiare.

A MILLION LITTLE THINGS (Licenziatario: Disney-ABC, in onda dal 26/09/2018)

Trama Un grande gruppo di amici inseparabili viene colpito dall’improvvisa notizia del tragico suicidio di uno di loro. Da questo momento in avanti, comprendono che hanno bisogno di iniziare a vivere di più la vita e di rinforzare il loro legame per superare le vicissitudini del mondo. Secondo un famoso proverbio, infatti, l’amicizia non è una grande cosa, ma è un milione di piccole cose.

Perché sì? Si tratta di una storia universale, che emerge dal classico contesto americano. L’approccio scelto dagli sceneggiatori sembra affondare nel passato dei personaggi e sul come si sono conosciuti, quasi attingendo al modello di un’altra serie di successo, “This is Us”. Una storia di amicizia, di famiglie, come ce ne sono tutti i giorni, e quindi vicina al sentimento del pubblico generalista. A parte l’effetto drammatico iniziale e qualche altro evento strappalacrime, potrebbe rientrare nella categoria di quei prodotti sereni e tranquillizzanti alla “The Good Doctor”.

Perché no? Nel panorama seriale italiano si è sempre indagato sulla vita familiare, da “Un medico in famiglia” a “Una grande famiglia” passando per la recente “Tutto può succedere”, ma mai ci si è dedicati al racconto di un gruppo d’amici in un contesto di vita quotidiana. Forse per il fatto che in Italia la cultura dell’amicizia è di certo meno radicata rispetto a quella della famiglia. Quindi, il sentimento del pubblico potrebbe essere tiepido, e all’orizzonte non c’è nemmeno una storia d’amore per poter accenderlo.

NEW AMSTERDAM (Licenziatario: NBC Universal, in onda dal 25/09/2018)

Trama Il Dottor Max Goodwin, brillante e affascinante, diviene il direttore medico di uno degli ospedali pubblici più vecchi degli Stati Uniti d’America. A lui viene affidato l’obiettivo di riformare la struttura che per troppi anni è stata trascurata, trascinata da un alto livello di burocrazia, ignorando così le vere esigenze dei pazienti. I dipendenti però non sono convinti dei tagli fatti e delle promesse annunciate, già sentite e mai applicate, e così Max dovrà superare molte ostilità pur di rimediare alla mancanza di personale, di risorse economiche e di fiducia dei cittadini.

Perché sì? La serie tratta argomenti che sembrano essere usciti fuori dal calderone della sanità italiana: immobilismo, negligenza, invecchiamento delle strutture ospedaliere. Si direbbe quasi un racconto alla “Rimbocchiamoci le maniche” di Sabrina Ferilli, solo che realizzato con un budget decisamente più alto e da sceneggiatori americani. Con “The Good Doctor” è tornata poi la moda del medical drama… che negli USA non è mai scemata.

Perché no? Proprio uno dei fattori positivi potrebbe essere uno dei negativi: il medical drama rivelazione dell’anno è “The Good Doctor”, in Italia c’è spazio per un’altra aggiunta della stessa tipologia, per giunta su una principale rete generalista? Il racconto degli ospedali pubblici statunitensi potrebbe essere molto differente da quello degli ospedali pubblici italiani, a parità di condizioni di disagio. Titolo inadatto al mercato italiano (e anche per quello USA, a voler dirla tutta).

11 Risposte

  1. FreixDxb ha detto:

    Can5 qualsiasi cosa trasmette floppa. Vogliamo capirlo o no? Anche The good doctor sarebbe floppato

  2. Marco De Santis ha detto:

    le vedremo su premium x poi approdare in sordina sulle digitaline

  3. Ital ha detto:

    Manifest …assomiglia molto o ricorda molto Lost ….
    La proverei su Rai 2 ….pero’ con i giusti promo ( che richiamino il modello …ciclo alta tensione) anche il biscione potrebbe provarla ….rigorosamente d’estate
    L’attore che si vede nel promo non e’ uno dei protagonisti di Once upon a time ?

  4. Ital ha detto:

    New Amsterdam ….e’ un moderno medical drama ….si può provare sul 5 ….
    Potrebbe sorprendere ….nonostante The Good Doctor ….

  5. Ital ha detto:

    A million little thing ….e’ interessante come concept e più adatta a un pubblico generalista ….rispetto a Manifest ….
    Ma vedo Italia 1 o Rai 2 …più idonee ….rispetto a una ammiraglia ….per la trasmissione italiana …..

  6. darkap ha detto:

    Il problema è che essendo Universal con ogni probabilità andrà su Mediaset. Per come sono i livelli attuali di Canale 5, potrebbero pure tentare… sicuramente molto meglio di certe cose come Zorn

  7. darkap ha detto:

    Sì, loro puntano molto sui volti… secondo me è da sciocchi, se la trama è brutta non vai a guardarlo solo perché c’è un attore. Al contrario, se la storia è bella e ci sono attori sconosciuti che interpretano bene i personaggi, guardi lo stesso… E secondo me, abituati ai prodotti Tao2, hanno pensato che un crime potesse andar bene.

  8. Mister F (#IVCL DOMENICA SERA) ha detto:

    Ogni riferimento a certe sfumature di blu è puramente casuale

  9. darkap ha detto:

    Questo è anche vero, infatti non si capisce la scelta di JLO in prima serata su Canale 5, tipico telefilm da Italia 1 e Top Crime

  10. darkap ha detto:

    Esatto, diciamo che è un giudizio sulle idee e sulle intenzioni. Promettono bene, in onda si vedrà…

  11. Alex Drake ha detto:

    Ottimo articolo
    Tutte serie sembrano carine
    Ovviamente bisogna vedere come si sviluppa la trama nel corso delle puntate