SINDACATI RAI: SOFFRIAMO VEDERE GENTE PAGATA 300.000 EURO PER FARE L’1%

Dopo il flop storico in prima serata di Filorosso con Riccardo Monteleone e Patù con Roberto Inciocchi, i sindacati Rai alzano la voce con un grido che unisce la rabbia al dolore.
Dati tra i più bassi mai toccati in prima serata dalle reti reti con lo share compreso tra 1% e 2% di share, dati peggiori di reti minori a caso con film o serie all’ennesima replica a costi irrisori. “Da dipendenti Rai soffriamo nel vedere trasmissioni come Patù su Rai2 che supera di poco l’1% di share o come Filorosso che non riesce a raggiungere nemmeno il 3”.
E ancora si legge: “In questo caso un conduttore pagato oltre 300mila euro a stagione (cifra mai smentita e molto più alta del compenso dell’amministratore delegato della Rai) che nonostante i reiterati flop viene confermato in prima serata solo perché organico alla narrazione sovranista e filogovernativa imposta da questo vertice aziendale”.
Così una nota dell’Esecutivo Usigrai che prosegue la disamina sull’attuale situazione. “Lo stesso vertice che con una mano firma compensi a cinque zeri e con l’altra nega ai consiglieri di amministrazione Di Majo, Di Pietro e Natale di conoscere i compensi di conduttori e autori, impedendogli così di svolgere le loro funzioni di indirizzo e controllo”.
“Una richiesta rimasta senza risposta anche nelle innumerevoli occasioni in cui ad avanzarla è stata Usigrai, per favorire la trasparenza nell’interesse dei cittadini che pagano il canone e dei dipendenti”. Dati disastrosi che, se avevano l’obiettivo di portare alla luce certi temi cari al Governo, non ci sono riusciti essendo rifiutati pure da chi vota a destra.
“Il vertice Rai, nonostante il crollo degli ascolti della terza rete, può agire indisturbato senza nemmeno dover rendere conto alla Commissione parlamentare di Vigilanza. Ma prima o poi arriverà il conto dei danni causati e a pagarlo rischiamo di essere noi dipendenti”. Filorosso e Patù andranno avanti fino a toccare lo 0% di share? Manca poco.
