MENTANA CAPO SUPREMO INFORMAZIONE MEDIASET? LUI DICE E NON DICE

Enrico Mentana è sempre più ad un passo dall’addio a La7. Le voci sul ritorno a Mediaset sono quotidiane e ora il quadro è più preciso e articolato di cosa lo attenderebbe nel 2027.
Niente Rai, dove la premier Giorgia Meloni pare lo vorrebbe per rifondare l’informazione della tv pubblica in ascolti e in credibilità, niente CNN italiana ma prende sempre più piedi l’ipotesi del rientro in pompa magna alla corte della famiglia Berlusconi dove nel 1992 fondò il glorioso Tg5.
La7 ormai la vede e la descrive negli incontri pubblici e privati come l’anti TeleMeloni, la nuova Rai3, troppo sbilanciata, troppo di parte, troppo faziosa, troppo a senso unico, tranne naturalmente il suo TgLa7 che dà voce a tutti e non guarda in faccia a nessuno, dote purtroppo rara in Italia.
“I giovani Berlusconi sognano una tv più liberal e meno populista, più Berlinguer e meno Giordano-Del Debbio, meno urla e più savoir faire. I populismi sono certamente ascensori privilegiati del consenso, ma non soddisfano appieno quello che Pier Silvio e Marina Berlusconi immaginano”, così La Stampa.
E così i fratelli Berlusconi “per la loro televisione ideale, almeno sul terreno delle news e degli approfondimenti politici, lasciando da parte l’intrattenimento, che è altra cosa” avrebbero identificato in Enrico Mentana il profilo perfetto per un ruolo dirigenziale per plasmare la nuova informazione Mediaset.
“L’idea è quella di un lavoro di internazionalizzazione accompagnato da un approccio laico al giornalismo, che è esattamente nelle corde di Mentana. Una televisione non troppo schierata a senso unico. E il direttore del TgLa7 risponderebbe perfettamente all’identikit”, prosegue il rumor.
Mentana risponde a La Stampa che lo raggiunge al telefono: «Sono al lavoro per preparare il telegiornale de La7, dunque sono qui. E questi non sono argomenti di cui si parla così tanto per conversare». Taglia corto, con cordialità. Mentana rifonda l’informazione Mediaset? Un sogno, forse una favola.
