SALVO SOTTILE ASFALTA MILO INFANTE: LA REPLICA METTE IN RIGA L’EX VOLTO RAI

Dopo la dura intervista di Milo Infante, in cui attacca la Rai e tira in ballo Salvo Sottile, quest’ultimo risponde a stretto giro e non le manda a dire.
“Leggo l’intervista di Milo Infante al Messaggero. È una lunga requisitoria contro la Rai e i suoi dirigenti. Racconta di essersi sentito ostacolato, sminuito, umiliato. Dice che l’attuale amministratore delegato della Rai non ha intorno gente alla sua altezza, salvo poi aggiungere che col direttore degli approfondimenti Paolo Corsini aveva “un buon rapporto”. (Ma quindi non ho capito Corsini era all’altezza o no?)“, così Sottile sui social.
“E torna a ribadire, per l’ennesima volta, un concetto: non è andato a Mediaset per soldi. Probabilmente sente il bisogno di chiarirlo perché, nelle ultime settimane, molti follower lo hanno accusato di essersi “venduto” in cambio di un contratto più ricco. Personalmente non vedo dove sia il problema. Se fosse andato a Mediaset per guadagnare di più, sarebbe una scelta legittima”, prosegue il nuovo conduttore di Ore 14.
“Si chiama mercato. Succede in televisione, nel calcio, nelle aziende. Non c’è nulla di cui vergognarsi. Poi, a sorpresa, nell’intervista entro in scena anch’io. Milo racconta di aver visto una locandina realizzata con l’intelligenza artificiale con il mio volto e il logo di Ore 14. Dice che gli è sembrata “triste”. Piccola precisazione. Quella locandina non l’ho fatta io. L’aveva realizzata un follower e chi gestisce i miei social l’ha pubblicata perché l’ha trovata simpatica. Non era un messaggio indirizzato a lui e tantomeno una provocazione“.
“Poi aggiunge che si aspettava che la Rai cambiasse il titolo del programma. Usa una metafora calcistica: “come quando si ritira una maglia” Ecco, le maglie si ritirano quando te le chiami Maradona, Totti o Baresi. Non quando cambi azienda. Quando ho lasciato Quarto Grado, nessuno ha pensato di cambiare il titolo. È rimasto Quarto Grado. Perché i programmi televisivi sono marchi editoriali. Appartengono alle aziende, hanno un valore commerciale, una riconoscibilità costruita negli anni”, puntualizza Sottile.
“La Rai ha deciso di conservare Ore 14 perché è un brand importante. Se fosse dipeso da me, magari gli avrei anche dato un nome diverso. Ma non era una decisione mia. E qui arriva la parte che mi ha strappato un sorriso. Perché Milo, che considero un bravo professionista e una persona creativa, quando ha dovuto battezzare il suo nuovo programma… lo ha chiamato Ore 11. In pratica, Ore 14… con il fuso orario di Mediaset. Gli auguro sinceramente ogni fortuna nella sua nuova avventura. Ma forse, prima di chiedere di ritirare una maglia, bisogna entrare nella storia del club. E in televisione, come nel calcio, succede davvero a pochissimi“, conclude il popolare giornalista.
